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30 avril 2007 1 30 /04 /avril /2007 18:17

 

 La cartella clinica : note per l'uso quotidiano
 

A cura del Dott. Ezio Goggi



Introduzione
Il termine "cartella clinica" è di comune utilizzo all'interno delle strutture sanitarie, e credo nessuno si ponga il problema di che cosa si possa intendere con questo termine (frequentemente sostituito nella pratica quotidiana dalla semplice dizione di "cartella"); la teoria però, come spesso avviene, è più complessa della pratica.

Perché dunque riprendere il filo del discorso sulla cartella clinica? Per il semplice fatto che nonostante la cartella sia lo strumento fondamentale di lavoro utilizzato nel corso di un ricovero, il personale sanitario sembra spesso non rendersi conto della sua importanza. O meglio, tutti riconoscono questa importanza ma sembrano poi dimenticarsene nell'attività di ogni giorno.


L'importanza operativa

Sembra quasi che molti persistano ad ignorare che, nel momento in cui vi fossero dei problemi inerenti un ricovero è l'adesione dei fatti riferiti a quanto è scritto in cartella clinica l'elemento fondamentale di giudizio. E' su quanto riportato in cartella che vengono valutati i fatti, non su quanto riferito a posteriori o sulla semplice ricostruzione delle situazioni. E' opportuno quindi che il personale sanitario in generale conosca il valore e le possibili conseguenze dell'utilizzo di uno strumento che ogni giorno si ritrova a compilare.

Un dato interessante, ed anche curioso data la rilevanza dell'argomento, è che non esiste una precisa definizione legale di cosa sia la cartella clinica; questo pur in presenza di numerose definizione di carattere sanitario che vengono comunemente utilizzate.

Viene invece indicato dall'articolo 7 del DPR 128 del 1969 che "il primario (ora direttore di unità operativa complessa, n.d.r.) è responsabile della regolare compilazione della cartella clinica e dei registri nosologici e della loro conservazione fino alla consegna all'archivio centrale". Non è un caso che la responsabilità sia affidata ad un sanitario, infatti la cartella è il documento in cui è descritto il decorso del ricovero, in particolare per quanto riguarda il suo andamento clinico.

E' quindi la principale documentazione sanitaria relativa a quanto avvenuto nel periodo di tempo che caratterizza la permanenza del paziente in ospedale; non può essere visto come uno strumento burocratico ma come una funzione di integrazione e descrizione di tutti gli eventi accaduti durante il ricovero. Da questo deriva che le sue caratteristiche assumono un valore determinante: la sua compilazione, ad esempio, dovrebbe rispondere a requisiti di facile consultabilità e completezza. Questi termini sono di carattere necessariamente generico in quanto non esistono normative inerenti le caratteristiche della cartella clinica che riportino da quali parti essa debba essere costituita o come debba essere strutturata; inoltre l'adozione di differenti schemi di compilazione e di modalità di aggregazione dei contenuti, l'utilizzo di terminologie diverse e diversi moduli di refertazione sono esempi spesso riscontrabili, non solo tra ospedali diversi, ma anche tra diverse unità operative all'interno dello stesso presidio. Spesso è stata privilegiata una diversificazione specialistica delle singole parti a fronte della possibilità di una visione unitaria delle stesse; lo stesso diario clinico di frequente non è uniforme tra tutte le unità operative.


Completezza e tempestività
Si evidenzia quindi la necessità, non solo medico legale ma anche pratica, di unificare quanto possibile le caratteristiche della cartella adottando uno schema comune di impostazione che, se compilato correttamente, dovrebbe contenere in ordine cronologico i dati anagrafici, anamnestici, clinici, diagnostici e terapeutici, le prescrizioni ed ogni altra informazione di rilievo per la storia clinica del paziente nel periodo di ricovero. Si ricorda anche che ogni atto invasivo deve essere accompagnato dal consenso informato.

La completezza della cartella deve riguardare ogni sua parte, infatti nel corso di eventuali indagini in tema di responsabilità professionale ogni annotazione e/o omissione assume importanza per il giudizio. Nella compilazione è necessario tenere conto anche del fatto che la cartella è un documento in cui le descrizioni sono da considerasi "contemporanee": questo significa che ogni annotazione descrittiva deve essere compilata contemporaneamente, o in un momento immediatamente successivo, agli eventi descritti. Nel caso di note o specifiche tardive è necessario fare un chiaro riferimento al momento temporale di cui si sta trattando.

Da questo sono desumibili alcune caratteristiche di grande importanza: la compilazione della cartella deve avvenire solo durante il periodo di ricovero (compreso tra il momento dell'accettazione e quello della dimissione). Ogni documento relativo a fatti avvenuti prima o dopo il ricovero può essere eventualmente inserito in cartella come allegato, indicando la data dell'inserimento.

Nella compilazione è importante tenere conto che le caratteristiche valutate sono in primo luogo la veridicità, la completezza, la precisione e la chiarezza. La veridicità è la corrispondenza tra quanto avvenuto e quanto riportato; la completezza e la precisione si riferiscono alle modalità con cui viene riferito quanto osservato dal sanitario. Ogni nota riportata in cartella dovrebbe essere firmata (siglata) in modo da rendere possibile la corretta attribuzione all'operatore che l'ha scritta. Anche il registro operatorio ha lo stesso valore della cartella clinica e ogni atto in esso contenuto deve essere riportato, anche in copia, nella corrispondente cartella.

Da tutto questo si desume che è necessario poter risalire facilmente alla data dei singoli eventi, e possibilmente anche all'ora, e che ogni eventuale correzione deve, oltre ad essere siglata, lasciare la possibilità di poter leggere quanto precedentemente riportato.



Perché compilarla

In questa sede non si ritiene né utile né opportuno descrivere tutti i possibili reati che possono derivare dalla non applicazione delle indicazioni riportate; certo è che una cartella clinica completa e ben compilata è uno ottimo servizio al paziente, ma anche uno strumento di difesa per il medico, anche perché, si ripete, in sede di giudizio le circostanze valutate sono principalmente quelle riportate in cartella e non altre, anche se riferite. Il documento costituisce, quindi, l'unico strumento che rende possibile la ricostruzione a posteriori della storia clinica di un ricovero nonché il comportamento degli operatori sanitari che lo hanno seguito.

A questo proposito è necessario sottolineare come la compilazione non è un atto che riguarda solo il medico, ma tutto il personale addetto all'assistenza; basti pensare l'importanza che hanno in questo ruolo figure come l'infermiere professionale e l'ostetrica che possono compilare la cartella sia nelle sue parti generali che in aree specifiche come la cartella infermieristica, anch'esse parti integranti della cartella clinica.


Punti di rilievo

Dopo queste brevi note in cui si è richiamato il valore medico legale della cartella clinica si ritiene utile riportare in modo schematico, senza la pretesa di riportare tutte le tematiche di interesse, alcuni punti di rilievo con valore esemplificativo.

  • La cartella viene aperta al momento dell'accettazione del paziente per il ricovero. Nel caso il paziente stazioni in pronto soccorso in osservazione per qualche ora e solo dopo venga accettato l'ora dell'accettazione non è quella dell'ingresso in ps.

  • Diario clinico: il diario clinico deve riportare delle annotazioni per ogni giorno in cui il paziente è stato ricoverato. Non segnare una giornata significa un'omissione.

  • Correzioni: le correzioni sono possibili, ma devono permettere di leggere quanto si è corretto, inoltre devono essere firmate e datate. Non è possibile, quindi, utilizzare il bianchetto per correggere.

  • In cartella clinica, oltre al medico, possono scrivere tutti quei professionisti sanitari che svolgono un'attività direttamente connessa all'assistenza del paziente quindi, oltre al personale infermieristico, anche fisioterapisti, dietisti ecc. Se lo richiede (e anche se la cosa credo non sia affatto gradita dai medici) anche il paziente può scrivere in cartella. Non dimentichiamoci che, in fondo, è una sua proprietà.

  • Il direttore sanitario è il garante della custodia della cartella, non del contenuto di cui non risponde. La responsabilità della custodia sussiste anche quando la stessa è affidata ad entità esterne (aziende specializzate nell'immagazzinamento o fotocopiatura delle cartelle).

  • La chiusura della cartella avviene al momento della dimissione. Dopo la dimissione nulla può essere aggiunto al contenuto della cartella. Nel caso di referti inerenti il ricovero che giungono dopo la dimissione (esempio tipico quelli di microbiologia o di anatomia patologica) gli stessi vanno inseriti come allegati. La scheda di dimissione ospedaliera è un specie di eccezione a questo in quanto, pur essendo compilata in parte dopo la dimissione è comunque parte integrante della cartella.

  • Il diario infermieristico è anch'esso parte integrante della cartella clinica (e, spesso, il documento la cui lettura è il modo migliore per capire cosa sia successo durante il ricovero).

 

A cura del Dott. Ezio Goggi



Introduzione
Il termine "cartella clinica" è di comune utilizzo all'interno delle strutture sanitarie, e credo nessuno si ponga il problema di che cosa si possa intendere con questo termine (frequentemente sostituito nella pratica quotidiana dalla semplice dizione di "cartella"); la teoria però, come spesso avviene, è più complessa della pratica.

Perché dunque riprendere il filo del discorso sulla cartella clinica? Per il semplice fatto che nonostante la cartella sia lo strumento fondamentale di lavoro utilizzato nel corso di un ricovero, il personale sanitario sembra spesso non rendersi conto della sua importanza. O meglio, tutti riconoscono questa importanza ma sembrano poi dimenticarsene nell'attività di ogni giorno.


L'importanza operativa

Sembra quasi che molti persistano ad ignorare che, nel momento in cui vi fossero dei problemi inerenti un ricovero è l'adesione dei fatti riferiti a quanto è scritto in cartella clinica l'elemento fondamentale di giudizio. E' su quanto riportato in cartella che vengono valutati i fatti, non su quanto riferito a posteriori o sulla semplice ricostruzione delle situazioni. E' opportuno quindi che il personale sanitario in generale conosca il valore e le possibili conseguenze dell'utilizzo di uno strumento che ogni giorno si ritrova a compilare.

Un dato interessante, ed anche curioso data la rilevanza dell'argomento, è che non esiste una precisa definizione legale di cosa sia la cartella clinica; questo pur in presenza di numerose definizione di carattere sanitario che vengono comunemente utilizzate.

Viene invece indicato dall'articolo 7 del DPR 128 del 1969 che "il primario (ora direttore di unità operativa complessa, n.d.r.) è responsabile della regolare compilazione della cartella clinica e dei registri nosologici e della loro conservazione fino alla consegna all'archivio centrale". Non è un caso che la responsabilità sia affidata ad un sanitario, infatti la cartella è il documento in cui è descritto il decorso del ricovero, in particolare per quanto riguarda il suo andamento clinico.

E' quindi la principale documentazione sanitaria relativa a quanto avvenuto nel periodo di tempo che caratterizza la permanenza del paziente in ospedale; non può essere visto come uno strumento burocratico ma come una funzione di integrazione e descrizione di tutti gli eventi accaduti durante il ricovero. Da questo deriva che le sue caratteristiche assumono un valore determinante: la sua compilazione, ad esempio, dovrebbe rispondere a requisiti di facile consultabilità e completezza. Questi termini sono di carattere necessariamente generico in quanto non esistono normative inerenti le caratteristiche della cartella clinica che riportino da quali parti essa debba essere costituita o come debba essere strutturata; inoltre l'adozione di differenti schemi di compilazione e di modalità di aggregazione dei contenuti, l'utilizzo di terminologie diverse e diversi moduli di refertazione sono esempi spesso riscontrabili, non solo tra ospedali diversi, ma anche tra diverse unità operative all'interno dello stesso presidio. Spesso è stata privilegiata una diversificazione specialistica delle singole parti a fronte della possibilità di una visione unitaria delle stesse; lo stesso diario clinico di frequente non è uniforme tra tutte le unità operative.


Completezza e tempestività
Si evidenzia quindi la necessità, non solo medico legale ma anche pratica, di unificare quanto possibile le caratteristiche della cartella adottando uno schema comune di impostazione che, se compilato correttamente, dovrebbe contenere in ordine cronologico i dati anagrafici, anamnestici, clinici, diagnostici e terapeutici, le prescrizioni ed ogni altra informazione di rilievo per la storia clinica del paziente nel periodo di ricovero. Si ricorda anche che ogni atto invasivo deve essere accompagnato dal consenso informato.

La completezza della cartella deve riguardare ogni sua parte, infatti nel corso di eventuali indagini in tema di responsabilità professionale ogni annotazione e/o omissione assume importanza per il giudizio. Nella compilazione è necessario tenere conto anche del fatto che la cartella è un documento in cui le descrizioni sono da considerasi "contemporanee": questo significa che ogni annotazione descrittiva deve essere compilata contemporaneamente, o in un momento immediatamente successivo, agli eventi descritti. Nel caso di note o specifiche tardive è necessario fare un chiaro riferimento al momento temporale di cui si sta trattando.

Da questo sono desumibili alcune caratteristiche di grande importanza: la compilazione della cartella deve avvenire solo durante il periodo di ricovero (compreso tra il momento dell'accettazione e quello della dimissione). Ogni documento relativo a fatti avvenuti prima o dopo il ricovero può essere eventualmente inserito in cartella come allegato, indicando la data dell'inserimento.

Nella compilazione è importante tenere conto che le caratteristiche valutate sono in primo luogo la veridicità, la completezza, la precisione e la chiarezza. La veridicità è la corrispondenza tra quanto avvenuto e quanto riportato; la completezza e la precisione si riferiscono alle modalità con cui viene riferito quanto osservato dal sanitario. Ogni nota riportata in cartella dovrebbe essere firmata (siglata) in modo da rendere possibile la corretta attribuzione all'operatore che l'ha scritta. Anche il registro operatorio ha lo stesso valore della cartella clinica e ogni atto in esso contenuto deve essere riportato, anche in copia, nella corrispondente cartella.

Da tutto questo si desume che è necessario poter risalire facilmente alla data dei singoli eventi, e possibilmente anche all'ora, e che ogni eventuale correzione deve, oltre ad essere siglata, lasciare la possibilità di poter leggere quanto precedentemente riportato.



Perché compilarla

In questa sede non si ritiene né utile né opportuno descrivere tutti i possibili reati che possono derivare dalla non applicazione delle indicazioni riportate; certo è che una cartella clinica completa e ben compilata è uno ottimo servizio al paziente, ma anche uno strumento di difesa per il medico, anche perché, si ripete, in sede di giudizio le circostanze valutate sono principalmente quelle riportate in cartella e non altre, anche se riferite. Il documento costituisce, quindi, l'unico strumento che rende possibile la ricostruzione a posteriori della storia clinica di un ricovero nonché il comportamento degli operatori sanitari che lo hanno seguito.

A questo proposito è necessario sottolineare come la compilazione non è un atto che riguarda solo il medico, ma tutto il personale addetto all'assistenza; basti pensare l'importanza che hanno in questo ruolo figure come l'infermiere professionale e l'ostetrica che possono compilare la cartella sia nelle sue parti generali che in aree specifiche come la cartella infermieristica, anch'esse parti integranti della cartella clinica.


Punti di rilievo

Dopo queste brevi note in cui si è richiamato il valore medico legale della cartella clinica si ritiene utile riportare in modo schematico, senza la pretesa di riportare tutte le tematiche di interesse, alcuni punti di rilievo con valore esemplificativo.

  • La cartella viene aperta al momento dell'accettazione del paziente per il ricovero. Nel caso il paziente stazioni in pronto soccorso in osservazione per qualche ora e solo dopo venga accettato l'ora dell'accettazione non è quella dell'ingresso in ps.

  • Diario clinico: il diario clinico deve riportare delle annotazioni per ogni giorno in cui il paziente è stato ricoverato. Non segnare una giornata significa un'omissione.

  • Correzioni: le correzioni sono possibili, ma devono permettere di leggere quanto si è corretto, inoltre devono essere firmate e datate. Non è possibile, quindi, utilizzare il bianchetto per correggere.

  • In cartella clinica, oltre al medico, possono scrivere tutti quei professionisti sanitari che svolgono un'attività direttamente connessa all'assistenza del paziente quindi, oltre al personale infermieristico, anche fisioterapisti, dietisti ecc. Se lo richiede (e anche se la cosa credo non sia affatto gradita dai medici) anche il paziente può scrivere in cartella. Non dimentichiamoci che, in fondo, è una sua proprietà.

  • Il direttore sanitario è il garante della custodia della cartella, non del contenuto di cui non risponde. La responsabilità della custodia sussiste anche quando la stessa è affidata ad entità esterne (aziende specializzate nell'immagazzinamento o fotocopiatura delle cartelle).

  • La chiusura della cartella avviene al momento della dimissione. Dopo la dimissione nulla può essere aggiunto al contenuto della cartella. Nel caso di referti inerenti il ricovero che giungono dopo la dimissione (esempio tipico quelli di microbiologia o di anatomia patologica) gli stessi vanno inseriti come allegati. La scheda di dimissione ospedaliera è un specie di eccezione a questo in quanto, pur essendo compilata in parte dopo la dimissione è comunque parte integrante della cartella.

  • Il diario infermieristico è anch'esso parte integrante della cartella clinica (e, spesso, il documento la cui lettura è il modo migliore per capire cosa sia successo durante il ricovero).

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Published by Goggi E. - dans Varie
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5 avril 2007 4 05 /04 /avril /2007 09:34
4-6 ottobre XIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica (S.I.T.O.P.)
Stresa, Centro Congressi Regina Palace Hotel
Dr. P.V. Frediani
Segreteria Organizzativa: Erreci, Novara,
Tel. 0321 393021 Fax 0321 393026
e-mail: infonovara@erreci.it
Scarica scheda iscrizione
 
14-15 dicembre
44° congresso annuale dell'Associazione Laziale Ortopedici Traumatologi Ospedalieri (A.L.O.T.O.)
Traumatologia geriatrica - Gli insuccessi in chirurgia protesica
Roma
Dr. C. Celli, Dr. V. Sessa
 
11-15 novembre

92° congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatolgia (S.I.O.T.)
La chirurgia ricostruttiva articolare
I risultati della chirurgia protesica
Bologna, Palazzo della Cultura e dei Congressi
Prof. S. Giannini, Dr. A. Toni
Segreteria Organizzativa: Studio Ega, Roma,
Tel. 06 328121 Fax 06 3240143
e-mail: siot2007@ega.it

 
27-29 settembre VIII° Congresso dell'Associazione per lo Studio e l'Applicazione del Metodo di Ilizarov e dei Fissatori Esterni (A.S.A.M.I.e F.E.)
Congresso ASAMI per infermieri
Milano, Ospedale Niguarda Cà Granda
Prof. D. Capitani
Segreteria Organizzativa: Easy Congress, Milano,
Tel. 02 21591024 Fax 02 21598788
e-mail: asami@easycongress.net
 
19-21 settembre Giornate di ortopedia e reumatologia
Milano
Prof. Fantini
Segreteria Organizzativa: Keyword Europa, Milano, Tel. 02 54122513/71/79 Fax 02 54124871 e-mail: keyword1@mdsnet.it
 
11-14 aprile
European Paediatric Orthopaedic Society/International Federation Paediatric Orthopaedic Societies (EPOS/IFPOS) combined meeting
Worldwide congress of paediatric orthopaedics
Sorrento (NA), Congress Center Hilton Sorrento Palace
Prof. N. De Sanctis
Segreteria Organizzativa: CSR Congressi Srl, Bologna, Tel. 051 765357 Fax 051 765195
e-mail: info@csrcongressi.com
 
   
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29 mars 2007 4 29 /03 /mars /2007 12:43

 Paziente di 69 anni affetta da gonartrosi grave con importante varismo femoro-tibiale
Controllo post-operatorio di artroprotesi di ginocchio; ottima la correzione del varismo femoro-tibiale
   

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29 mars 2007 4 29 /03 /mars /2007 11:24
 

Dr. Reverberi Sandro,

  • Specialista in Ortopedia e Traumatologia
  • Specialista in Fisioterapia
  • Specialista in Anestesia e Rianimazione
  • Specialista in Tecnologie biomediche
 
Dirigente di I livello
Divisione di Ortopedia e Traumatologia
Azienda Ospedaliera Arcispedale S. Maria Nuova
Reggio Emilia - Italia

 

CURRICULUM

  SPECIALIZZAZIONE UNIVERSITA' ANNO
  ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA BOLOGNA 1979
  FISIOTERAPIA BOLOGNA 1986
  ANESTESIA MODENA 1990
  TECNOLOGIE BIOMEDICHE BOLOGNA 1982

 

Membro della S.I.T.O.P (Società Italiana di Traumatologia e Ortopedia Pediatrica)

Membro della S.I.C.M. (società italiana di chirurgia della mano)

Membro della E.F.F.A.S. (European Federation of Foot and Ankle Society)


Obiettivi di questa pagina

  • Questa pagina non è rivolta ai pazienti, che devono rivolgersi al proprio medico di fiducia per una diagnosi ed una terapia corretta ; essa è destinata ai medici e ai paramedici, che possono trovare informazioni ed utili spunti di riflessione 

  • obiettivo principale è promuovere il libero scambio di idee tra Specialisti Ortopedici e Traumatologi allo scopo di migliorare le conoscenze e la professionalità di ognuno nell' interesse del paziente e delle strutture in cui ciascuno lavora

  • aggiornare l' attività alle moderne tecnologie

  • stimolare lo sviluppo di nuove idee e tecniche chirurgiche

 



A cosa sto lavorando?

Sto lavorando ad un mini-fissatore esterno per ottenere facilmente l'allungamento delle falangi.

Quelli attualmente in commercio sono ingombranti, di difficile applicazione e mal tollerati dai pazienti.

Il mio mini-fissatore sarà molto semplice da usare e potrà essere applicato anche in falangi molto corte.

Se ci fosse qualcuno che voglia aiutarmi nella costruzione e darmi suggerimenti o consigli, ben venga....

Per il momento e' tutto...
Ciao a tutti e... GRAZIE



 

 

 

Come contattarmi

Telefono
0522-328612 (ambulatorio della Casa di Cura Villa Verde di Reggio Emilia)
Posta elettronica
 reverberisandro@gmail.com

 

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Published by sandro - dans Chi sono
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25 mars 2007 7 25 /03 /mars /2007 22:51
Donna di 73 anni, operata nel 2004 di revisione di artroprotesi d'anca
Dopo 3 anni il dolore le impediva di muoversi ; al minimo movimento sentiva uno scatto, che si avvertiva anche all'esterno. Questo è il quadro radiografico, con riassorbimento degli innesti ossei e risalita del cotile impiantato.
Questo è il risultato post-operatorio immediato della ri-revisione della artroprotesi con un innesto osseo strutturale, un cotile oblungo monoblocco, con inserto in polietilene dotato di spondina anti-lussazione, fissato con viti a stabilità angolare
 nas5li.jpg Consolidazione della osteotomia trocanterica e ottima riabitazione degli innesti a 3 mesi dall'intervento. La paziente ora cammina senza dolore.
 nas5li1.jpg Osservate come il cotile della uova protesi sia centrato perfettamente nel paleocotile riportando alla normalità il movimento dei muscoli.
 
carico completo senza dolore  a 3 mesi dall'intervento
   
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Published by sandro - dans Anca
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19 mars 2007 1 19 /03 /mars /2007 17:25

 

 

 

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18 mars 2007 7 18 /03 /mars /2007 17:22

Notizia del:14/12/2004

 

     


L'editoriale affronta un problema che sta assumendo una crescente importanza nella scienza e che è, con altri elementi come la scarsezza di fondi per la ricerca, responsabile della fuga dei cervelli dall'Europa agli Stati Uniti: il culto della mediocrità. In Europa, e in Italia forse più che in ogni altro paese, la vita universitaria è controllata da gruppi di potere che sono minacciati dai ricercatori di talento. Perché il talento è generalmente associato all'indipendenza di pensiero. Anche quando un bravo ricercatore ha accettato di vendere la sua indipendenza, rimangono sempre dei dubbi in questo senso, mentre la mediocrità assicura una fedeltà duratura.
La mediocrità fornisce un supporto alla struttura del potere, che premia il mediocre assicurando posti di rilievo, allo stesso modo in cui emargina il non allineato.
Combattere la mediocrità è molto difficile, perché il suo culto è giornalmente celebrato nei giornali, nella televisione e (purtroppo, spesso) anche nei congressi scientifici.
Ma il talento e l'originalità costituiscono oggi forse la ricchezza più importante di una nazione. Bisogna preservarli e farli crescere.
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18 mars 2007 7 18 /03 /mars /2007 15:43

Se avete bisogno di contattarmi personalmente potete scrivere all-indirizzo e/mail

reverberisandro@gmail.com


oppure prenotare una visita presso l'ambulatorio della Casa di Cura convenzionata Villa Verde  di Reggio Emilia:

0522-328612 oppure 0522-328635
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15 mars 2007 4 15 /03 /mars /2007 13:07

 

La Sindrome del Tunnel Carpale (STC) è  dovuta alla compressione del nervo Mediano a livello del canale carpale del polso con sintomi caratterizzati da dolore e parestesie ai polpastrelli delle prime 3 dita della mano e, nelle forme gravi ed avanzate, dalla diminuzione di forza del pollice nel prendere gli oggetti, tanto che i pazienti spesso dicono che: “gli oggetti cadono di mano”.

 

Generalmente la STC  colpisce entrambe le mani anche se in maniera asimmetrica; predilige le donne  per motivi ormonali e i lavoratori di certe categorie (sarti, verniciatori, meccanici, ecc.) per l’uso intenso che viene fatto delle mani.

La STC può comparire anche in gravidanza ed è legata agli effetti degli ormoni femminili e alla ritenzione di liquidi tanto che spesso i sintomi regrediscono dopo il parto.

Le cause sono varie e tra le più frequenti possiamo citare :

  • ristrettezza congenita del canale carpale
  • ipertrofia delle guaine dei  tendini flessori
  • artrosinovite del polso
  • cisti del canale carpale
  • esiti di fratture del polso
  • tenosinoviti dei flessori cisti articolari e tendinee
  • tumori ed infezioni
  • artrite reumatoide
  • gotta
  • diabete mellito
  • insufficienza renale cronica
  • ipotiroidismo
  • amiloidosi
  • acromegalia
  • gravidanza e menopausa
 

Sintomi

  • Le parestesie rappresentano il sintomo più precoce e possono essere dolorose; si localizzano alle prime tre dita (occasionalmente al 4° dito, MAI al 5° dito), anche se il P. riferisce spesso di sentire tutta la mano addormentata. Compaiono in prevalenza nelle ore notturne o durante attività lavorative (cucito, uso di strumenti vibranti, ecc.) e possono irradiarsi fino alla spalla.
  • La riduzione di sensibilità interessa le stesse aree delle parestesie, in particolare i polpastrelli
  • Nei casi più gravi ci può essere difficoltà a prendere e tenere gli oggetti (per es. gli aghi) oppure ad abbottonarsi gli abiti
  • I sintomi motori riguardano alcuni muscoli dell’eminenza tenare, che permettono il movimento del pollice e, quindi l’uso complessivo della mano.

Diagnosi

La diagnosi viene posta in base ai dati clinici confermati da un 'esame EMG (elettromiografico ). I test clinici (test di Tinel e di Phalen) possono essere difficili da interpretare per la concomitanza di altre patologie (ad es. cervicobrachialgie, ecc.) per cui è sempre meglio porre l’indicazione chirurgica dopo la conferma con esami strumentali.

La STC viene classificata in sei livelli di gravità in base alla entità dei sintomi sensitivi e motori.

  

Terapia della sindrome del tunnel carpale

La terapia della STC può essere conservativa o chirurgica.  Il trattamento conservativo è da tentare se non ci sono deficit della forza o della sensibilità o severe anomalie all'esame EMG
A) Terapia conservativa.
- Ultrasuoni, ionoforesi, l
aser: possono migliorare i sintomi , ma non agiscono sulla causa;
- farmaci antinfiammatori non steroidei e steroidei: hanno efficacia scarsa o limitata nel tempo;
- infiltrazioni: efficaci sui sintomi, ma con rischi di danni a carico del nervo ;
- tutori per il pol
so: a vote efficaci ma non sempre ben tollerati.
B) Terapia chirurgica
L'intervento prevede la sezione del legamento trasverso del carpo, che riduce lo spazio a disposizione del nervo mediano e dei tendini flessori che attraversano insieme il tunnel carpale. La metodica più efficace è la mini incisione al palmo della mano; è una tecnica chirurgica mini-invasiva, da noi effettuata in regime di day-hospital, che consiste in una piccola incisione (della lunghezza tra 1cm e 2 cm ) attraverso la quale viene aperto il legamento trasverso del carpo per tutta la sua lunghezza decomprimendo quindi il nervo mediano. La tecnica artroscopica non ha dato in questo campo i risultati migliori in quanto a fronte di maggiori rischi di complicanze non si ottene un recupero più rapido.
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Published by sandro - dans Mano
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15 mars 2007 4 15 /03 /mars /2007 12:49

Introduzione
Il Morbo di Dupuytren è una malattia molto comune. Colpisce più frequentemente il dito anulare e mignolo, spesso in entrambe le mani anche se in maniera asimmetrica. La sua causa è ancora sconosciuta ma ha una base genetica riconosciuta in quanto ricorre spesso nella stessa famiglia. Si manifesta generalmente in uomini di mezz'età ; è più frequente in persone di razza bianca e nei diabetici. E' sette volte più frequente negli uomini rispetto alle donne. Generalmente ha un decorso lento ma può avere un' improvvisa accelerazione dopo i 40-50 anni.
Qui vi spieghiamo:
come la malattia si manifesta e si sviluppa
quali sono le possibili terapie
Anatomia
Quale parte della mano è interessata?
Il lato palmare della mano, al di sotto della cute presenta una larga aponevrosi palmare. Questa fascia separa le strutture profonde (vasi, nervi, muscoli,ecc.) dalla cute.
La fascia palmare ricopre i tendini flessori nel palmo della mano ed impedisce alle dita di iperestendersi in quanto manda alcune propaggini fino alle falangi digitali. Il morbo di Dupuytren è determinato dalla retrazione di questa fascia.
All'inizio è rappresentata da un nodulo, che poi si ingrossa e si ispessisce fino a determinare la formazione di una piccola corda che  tende a piegare il dito anulare e mignolo. Più noduli possono confluire e determinare la formazione di un piastrone duro e a volte dolente. La sua retrazione determina la flessione invincibile delle dita.
Cause
Quali sono le cause?
Ancora sono sconosciute, ma si sa che è rara nei giovani e che se si manifesta in età giovanile è più grave e tende a progredire più rapidamente.
Nell'uomo è più frequente e più rapidamente evolutiva che nelle donne. E' più frequente nei fumatori, negli etilisti, nei diabetici e in persone epilettiche.
Sintomi
Come ci possiamo accorgere della malattia?
Normalmente noi possiamo estendere le dita liberamente per prendere gli oggetti. I pazienti che hanno il morbo di Dupuytren non riescono a aprire bene le dita e quindi fanno fatica ad afferrare oggetti di grandi dimensioni. 

Senza trattamento la retrazione diviene tale da impedire l'estensione completa delle dita. Dato che le dita sono lievemente flesse nella posizione di riposo, molti pazienti imparano a convivere con la deformità. I pazienti si possono rivolgere al medico per motivi estetici e per la pedita funzionale ; a volte anche perchè i noduli diventano dolorosi.
Diagnosi
Come fa il dottore a far diagnosi?
Vi chiederà da quanto tempo avete il problema, come è iniziato, se è peggiorato e da quando e se vi impedisce di svolgere il vostro lavoro. Il medico esaminerà la mano e le dita.
La semplice ispezione della mano e la palpazione dei noduli permettono di fare diagnosi ; non c'è bisogno di ulteriori indagini. L'ispessimento della aponevrosi e la presenza di corde e noduli sotto la cute sono patognomonici. mentre all'inizio i noduli sono nel palmo, con la progressione della malattia si manifestano anche nelle dita. Mentre all'inizio le dita sono estese, cioè diritte, col tempo diventano flesse, cioè piegate verso il palmo della mano.
 
Se si controlla la motilità delle dita a distanza di tempo si osserverà se la malattia tende a progredire oppure no. La progressione è imprevedibile: a volte rimane quiescente per anni, poi improvvisamente si riattiva, compaiono noduli confluenti e code che fanno flettere le dita.
In questo caso si può fare il test del tavolo : si mette il palmo della mano a piatto sul tavolo : se le dita riescono a appoggiare in tutta l'intera lunghezza sulla tavola si può aspettare a far l'intervento, mentre se le dita rimangno in parte sollevate, allora il trattamento chirurgico comincia ad essere indicato.
Trattamento
Cosa possiamo fare?
Due sono le possibilità di trattamento : chirurgica e non chirurgica. La scelta dipende dalla gravità della deformità.
Trattamento incruento
Nello stadio iniziale basta un controllo periodico. Se i noduli fossero dolorosi si può iniettare del cortisone.
Alcuni consigliano uno splint che mantenga la posizione corretta di notte, ma questo non sembra aver dato risultati sicuri.
Se la malattia progredisse l'intervento diventerà necessario.
Trattamento cruento
Non c'è una regola precisa su quando l'intervento è necesario. Si ritiene generalmente che sia indicato l'intervento quando la flessione del dito raggiunga i 30°. Se il paziente ha un problema grave e richiede un intervento in età giovanile, probablmente tenderà a peggiorare in futuro. Se la lesione recidivasse dopo il trattamento chirurgico ci sono ulteriori possibilità prima di arrivare all'amputazione del dito (intervento che può essere fatto se la deformità è invincibile e in dito interessato impedisce l'uso della intera mano o se l'estensione del dito compromette la sua vascolarizzazione o l'innervazione).
 

Sezione percutanea delle corde

Lo scopo è quello di sezionare le bande fibrose in modo da permettere l'estensione digitale. Questo è possibile solo se la lesione non è grave, altrimenti è meglio procedere alla fasciotomia palmare.

Fasciotomia palmare


La fasciotomia totale fornisce generalemente buoni risultati. La cura è spesso definitiva. La mancanza dell'intera aponevrosi non crea problemi apprezzabili.
Innesti cutanei
Se la cute è dura e molto aderente ai noduli si può applicare un innesto nella perdita di dostanza che si forma estendendo le dita. Il prelievo può essere fatto dall'avambraccio, dal polso, dal gomito, ecc. E'0 stato riscontrato che nella sede dell'innesto cutaneo la recidiva non si forma mai.

Riabilitazione
Non esistono cure fisioterapiche che impediscano la progressione della malattia: il calore, la chinesiterapia o l'uso di splint non ha dato i risultati sperati.
Riabilitazione post-chirurgica
Dopo l'intervento si aplica un bendaggio per un periodo variabile tra le 2 e le 4 settimane. Trascorso questo periodo viene iniziata una chinesiterapia attiva e passiva graduale in base alle condizioni locali della cute. In alcuni casi è possibile la mobilizzazione immediata.
Ultimo aggiornamento ( 21 Febbraio 2007 )

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Published by sandro - dans Mano
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