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7 décembre 2007 5 07 /12 /décembre /2007 23:51
Fava GA: The cult of mediocrity. Psychotherapy and Psychosomatics 2005; 74:1-2

L'editoriale affronta un problema che sta assumendo una crescente importanza nella scienza e che è, con altri elementi come la scarsezza di fondi per la ricerca, responsabile della fuga dei cervelli dall'Europa agli Stati Uniti: il culto della mediocrità. In Europa, e in Italia forse più che in ogni altro paese, la vita universitaria è controllata da gruppi di potere che sono minacciati dai ricercatori di talento. Perché il talento è generalmente associato all'indipendenza di pensiero. Anche quando un bravo ricercatore ha accettato di vendere la sua indipendenza, rimangono sempre dei dubbi in questo senso, mentre la mediocrità assicura una fedeltà duratura.
La mediocrità fornisce un supporto alla struttura del potere, che premia il mediocre assicurando posti di rilievo, allo stesso modo in cui emargina il non allineato.
Combattere la mediocrità è molto difficile, perché il suo culto è giornalmente celebrato nei giornali, nella televisione e (purtroppo, spesso) anche nei congressi scientifici.
Ma il talento e l'originalità costituiscono oggi forse la ricchezza più importante di una nazione. Bisogna preservarli e farli crescere.


Notizia del:14/12/2004
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5 décembre 2007 3 05 /12 /décembre /2007 23:36
Bologna, inchiesta Policlinico: verso archiviazione per rettore Calzolari Bologna, 17 feb. - (Adnkronos) - Si avvia all'archiviazione la posizione del rettore dell'Universita' di Bologna, Pier Ugo Calzolari, finito con l'accusa di abuso in atti d'ufficio sul registro degli indagati della Procura di Bologna, che dal 2003 coordina una vasta indagine del Gico della Guardia di Finanza sulla Medicina interna bolognese. Un'inchiesta partita con la scoperta di rapporti considerati distorti tra alcuni medici del Dipartimento di Medicina interna e Gastroenterologia del policlinico Sant'Orsola di Bologna e una decina di case farmaceutiche che vede indagate una cinquantina di persone tra medici, rappresentanti di industrie farmaceutiche e il titolare di un'agenzia di viaggi.

Lavorando su quell'inchiesta l'attenzione degli inquirenti e' stata poi attirata da presunti illeciti nella gestione di una dozzina di concorsi per assegnare dei posti proprio in dipartimenti di Medicina interna e Gastroenterologia del Sant'Orsola. Da qui il coinvolgimento del rettore dell'Ateneo bolognese la cui posizione, pero', alla luce del suo interrogatorio e delle altre persone sentite dai magistrati si avvia all'archiviazione perche' risultata estranea alle eventuali scorrettezze commesse nella proclamazione dei medici risultati vincitori delle selezioni.

In quell'inchiesta la Procura ha ipotizzato l'esistenza di una sorta di gruppo dirigente composto da almeno cinque luminari della Medicina interna italiana che gestiva e controllava i concorsi banditi a Bologna, ma anche altrove. A questa vicenda si e' aggiunta poi in questi giorni quella che vede come indagati i coniugi Renato Alberto Meduri e Lucia Scorolli, oculisti del policlinico bolognese e professori dell'Universita', accusati di essere i mandanti delle minacce ricevute dal professor Emilio Campos, direttore della prima clinica oculistica del Sant'Orsola, e da altri commissari che dovevano decidere sulla nomina di un professore associato di Oftalmologia dell'Universita' di Bologna e che la Scorolli voleva vincere a tutti i costi.

Su questa aggrovigliata vicenda e' intervenuto oggi il procuratore capo di Bologna, Enrico Di Nicola, con alcune precisazioni. ''Parlare di Concorsopoli in occasione delle indagini di cui si occupa con tanta attenzione la stampa con riferimento ai concorsi dell'Ateneo appare esagerato e non risponde esattamente a verita''', ha detto il magistrato che poi ha aggiunto: ''I concorsi oggetto di indagini sono in numero molto limitato e riguardano soltanto concorsi della facolta' di medicina. Le indagini sono sempre nate da notizie di reato ricevute o acquisite e non costituiscono e ne' vogliono costituire segnale di una inchiesta generalizzata in proprio dall'autorita' giudiziaria, idonea a mettere in discussione il buon nome dell'ateneo bolognese o del policlinico Sant'Orsola-Malpighi, la cui eccellenza nel settore della Medicina e' riconosciuta ed e' stata da me e dalla mia famiglia direttamente sperimentata''.

Parlando del rettore Di Nicola ha detto: ''Le istituzioni non sono in discussione ne' lo e' chi le rappresenta. Il rettore non e' indagato per la vicenda Meduri/Campos e per quanto riguarda altri concorsi. Se in uno di questi puo' essere stato interessato lo e' stato per dovere d'ufficio in relazione alla sua posizione di rappresentante dell'Ateneo e solo per questo".

"Il tutto in relazione agli obblighi che la magistratura deve osservare - sottolinea Di Nicola - Il mio riferimento al sistema dei concorsi in Medicina e' relativo ad un problema di carattere ordinamentale, che riguarda le istituzioni competenti, e concerne soltanto i concorsi sottoposti all'attenzione della magistratura per illegalita' o irregolarita' che possono costituire reato, gia' oggetto di specifica indagine o che potranno essere oggetto di indagini se saranno acquisite ulteriori notizie di reato. Concerne cioe' quei concorsi che, ripeto in numero percentuale esiguo, presentano irregolarita' tali da poter legittimare l'inizio di un procedimento''.


Bologna: concorsi truccati, preside medicina serena
Inserito il 16-10-2005 ~ 19:13 da Red

Bologna - ''La professoressa Landini e' tranquilla e serena perche' sa di avere sempre agito per il bene dell'istituzione''. Cosi' l'avvocato Giancarlo Pazzaglia ha commentato la notizia pubblicata da ''Repubblica'' secondo la quale la preside della facolta' di Medicina dell'universita' di Bologna, Maria Paola Landini, e' indagata nell'inchiesta su presunti concorsi truccati.

''La professoressa - ha continuato il legale - ha ricevuto moltissime manifestazioni di solidarieta' da colleghi di lavoro e da personalita' che hanno appreso la notizia dalla stampa. Se, e quando, sapra' quali sono gli addebiti mossi contro di lei, sara' suo preciso impegno collaborare con la magistratura e chiedere di essere sentita dal Pm, certa di poter fornire i chiarimenti richiesti''.

L'inchiesta sui concorsi, ''secretata'' dalla Procura di Bologna, e' nata nell'ambito di un'indagine condotta dal Pm Enrico Cieri e dal Gico della Guardia di Finanza su presunti rapporti distorti fra alcuni medici del Dipartimento di Medicina interna e Gastroenterologia dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna e alcune case farmaceutiche, sulla gestione di alcuni finaziamenti.
http://www.sassuolo2000.it/modules.php?name=News&file=article&sid=30444



Bologna: concorsi truccati, 46 avvisi fine indagine
Inserito il 15-06-2007 ~ 20:29 da Red

Bologna - Sono quarantasei gli avvisi di fine indagine inviati dal Pm di Bologna Enrico Cieri nell'inchiesta sui concorsi di medicina dell'Università emiliana che sarebbero stati "pilotati" e sui rapporti anomali tra case farmaceutiche e medici. Richiesta di archiviazione per il Rettore Calzolari.

Tra i destinatari ci sono anche la preside della facoltà di medicina dell' università di Bologna, Maria Paola Landini,e il direttore del dipartimento di medicina interna e gastroenterologia del capoluogo emiliano, prof.Roberto Corinaldesi.
Sono però cadute accuse di associazione per delinquere e per alcuni fatti di corruzione. Parallelamente ci sono 28 richieste di archiviazione per altrettanti indagati, tra cui il rettore dell'ateneo bolognese Pier Ugo Calzolari.
Nella tranche relativa alle case farmaceutiche sono chiamate in causa come responsabili amministrative per fatti di corruzione due aziende. Per altre cinque imprese farmaceutiche c'è l'uscita dall'inchiesta. Degli 11 concorsi, tenuti in varie università italiane, per quattro c'è stata l'archiviazione. Negli altri sette, quasi tutti di gastroenterologia, uno di igiene, sono state riscontrati - secondo le indagini di Cieri e della Guardia di Finanza - i reati di abuso d'ufficio e falso in atto pubblico.

http://www.sassuolo2000.it/modules.php?name=News&file=article&sid=56784

Concorsi pilotati all'università
46 avvisi di fine indagini

Almeno sette concorsi di medicina in varie università, soprattutto del nord, sarebbero stati "pilotati" con vincitori decisi a tavolino, e almeno due case farmaceutiche e quattro medici sarebbero stati protagonisti di episodi di corruzione. E' la conclusione dell'inchiesta sulla sanità del Pm di Bologna Enrico Cieri e del Gico della Guardia di Finanza. Il magistrato ha firmato 46 avvisi di fine indagine.
Per due aziende farmaceutiche c'è la responsabilità amministrativa prevista dalla nuova legge per i fatti di corruzione. E' caduta, però, l'ipotesi iniziale dell'esistenza di due associazione per delinquere, che erano state formulate sia per i concorsi sia per i rapporti con le case farmaceutiche. Caduti anche alcuni singoli episodi di corruzione, e nessun rilievo penale per altre cinque aziende farmaceutiche.
Parallelamente ci sono 28 richieste di archiviazione per altrettanti indagati, una riguardante il rettore dell'Università di Bologna Pier Ugo Calzolari, chiamato in causa per un concorso per professore associato di igiene vinto da Paolo Cacciari, ex direttore generale del policlinico Sant'Orsola di Bologna, che poi non venne chiamato dall'ateneo.

I difensori parlano di ampio ridimensionamento delle accuse. Tra i destinatari degli avvisi di conclusione indagine - un atto che spesso prelude alla richiesta di rinvio a giudizio - c'è invece la preside di Medicina di Bologna, Maria Paola Landini (nella foto), nella parte riguardante i concorsi, il direttore del dipartimento di medicina interna e gastroenterologia del capoluogo emiliano, professor Roberto Corinaldesi, indagato in entrambi i filoni, e il professor Bernardino Vaira, un altro dei medici di punta del Dipartimento di Medicina interna e Gastroenterologia.Nel filone concorsi tra gli "avvisati" anche il prof.Enrico Bartoli, direttore della clinica medica dell'Università di Novara, uno dei decani della specialità, definito in una telefonata intercettata come il grande burattinaio dei concorsi ("quello che ha sulle spalle tutta Italia").

Degli 11 concorsi considerati, quattro sono risultati "puliti", gli altri sette invece sarebbero stati "pilotati". I concorsi rimasti sono per lo più di gastroenterologia, un altro è quello per professore associato di igiene.
I reati individuati per i concorsi sono quelli di abuso in atti di ufficio e falso in atto pubblico. L'abuso sarebbe quello di aver favorito alcuni candidati, il falso si sarebbe concretizzato per aver redatto atti che hanno poi indotto i rettori delle varie università a chiudere i concorsi come regolari. La corruzione ci sarebbe stata nei rapporti tra due le case farmaceutiche e alcuni medici di medicina interna e gastroenterologia del Sant'Orsola di Bologna che sperimentano farmaci e sostanze farmaceutiche. Ci sarebbero state dazioni di denaro a singoli medici - fatte passare secondo l'accusa sotto forma di pubblicazione stampa di atti congressuali - e donazioni alla struttura.

L'inchiesta era partita tre anni fa sui presunti rapporti distorti con le case farmaceutiche. Intercettando le telefonate, per settimane, gli investigatori avevano scoperto poi che ci sarebbero nei concorsi i vincitori - secondo l'ipotesi di Procura e Gico della Guardia di Finanza - già decisi a tavolino.
(15 giugno 2007)




Fonte: http://www.adnkronos.com

 



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3 août 2007 5 03 /08 /août /2007 08:25
  
 
 

 CORSO DI AGGIORNAMENTO ECM

 LA CHIRURGIA DELL’ARTO INFERIORE NELLE PARALISI CEREBRALI INFANTILI

Direttore del Corso: Sandro Reverberi


20, 21, 22 settembre 2007

Reggio Emilia, Rocca Saporiti

ECM - Ministero della Salute

20 settembre: giovedì


8.30 Registrazione dei partecipanti

8.45 Saluti delle autorità

8.55 Introduzione al corso

Sandro Reverberi


1° Sessione

Moderatore Luigi Romanini


9.00 Introduzione storica (lezione magistrale)

Luigi Romanini

9.45 Inquadramento del problema

Adriano Ferrari

10.30 Evoluzione delle deformità dell’arto inferiore nelle paralisi spastiche

Silvia Alboresi, Silvia Sassi

11.15 Coffee break

11.30 L’esame obiettivo nelle paralisi cerebrali infantili

Manuela Lodesani, Simonetta Muzzini

12.15 Discussione

13.00 Pausa pranzo


2° Sessione

Moderatore Luigi Romanini


14.00 Problemi anestesiologici

            Cecilia Piacentini

14.30 L’anca: chirurgia delle parti molli

Maurizio Mori

15.30 L’anca: chirurgia scheletrica

Nicola Portinaro

16.30 Break

16.45 Presentazione di casi clinici e discussione

18.00 Chiusura lavori







21 settembre: venerdì


3° Sessione

Moderatore: Vincenzo Riccio


9.00 Il ginocchio: chirurgia delle parti molli

            Sandra Bertana

10.00 Il ginocchio: chirurgia scheletrica

            Sandro Reverberi

11.00 Coffee break

11.15 Presentazione di casi clinici e discussione

13.00 Pausa pranzo


4° Sessione

Moderatore: Vincenzo Riccio


14.00 Il piede: chirurgia delle parti molli

            Armando Tirelli

15.00 Il piede: chirurgia scheletrica

            Roberto Schiavon

16.00 Casi particolari

Carlo Cordella

16,30 Break

17.00 Presentazione di casi clinici e discussione

18.00 Chiusura lavori


21 settembre: sabato


5° Sessione

Moderatore Carlo Cordella


8.30 Gestione infermieristica

            Letizia Coradazzi

9.00 Seduta operatoria chirurgica teletrasmessa

11.00 Coffee break

11.15 Il trattamento fisioterapico chirurgico,

ortesico post operatorio

            Antonella Ovi, Maddalena Romei

12.00 Test di apprendimento ECM

12.15 Discussione

13.00 Chiusura corso

Crediti ECM

Questo corso ha ottenuto dalla Commissione Nazionale per l’Educazione Continua in Medicina l’attribuzione di 19 (diciannove) crediti formativi ECM.

 

Destinatari

Medici afferenti alle specialità di ortopedia e traumatologia, medicina fisica e riabilitazione, neuropsichiatria infantile


Sede

Rocca Saporiti, Reggio Emilia

Viale Murri, 7 – Tel. 0522/296216


Per raggiungere la sede:

In auto dall’autostrada: unica uscita casello di RE, seguire indicazioni per il centro storico - Ospedale

Dalla Stazione FS: Autobus linea 1 direzione Ospedale - Albinea


Costi e modalità di iscrizione

L’iscrizione è a numero chiuso per un massimo di 30 partecipanti con crediti ECM. Per accedere ai posti con ECM farà fede la data di arrivo della scheda di partecipazione e della copia dell’avvenuto pagamento.


Il costo, comprensivo di materiale didattico e di coffee break, è di € 300,00 + IVA = 360,00.

Specificare se il corso viene pagato da Ente Pubblico. Solo in tal caso, l’iscrizione è IVA esente ai sensi dell’art. 10 DPR 633/1972.

Verrà applicata la quota ordinaria fino al 30/08/07.

Dopo tale data le quote saranno maggiorate del 20%.

Dopo il 31 agosto 2007 non saranno rimborsate le quote di iscrizione.

L’iscrizione verrà convalidata automaticamente, cioè senza conferma da parte della Segreteria Organizzativa, solo dopo l’avvenuto pagamento. Nel caso non fossero più disponibili posti con crediti ECM, la Segreteria contatterà il partecipante per comunicazioni.

NON SI ACCETTANO PAGAMENTI O NUOVE ISCRIZIONI IN SEDE CONGRESSUALE.

L’iscrizione avviene inviando la scheda di iscrizione e la ricevuta dell’avvenuto pagamento alla Segreteria Organizzativa

  • o per posta: All Mobility, via G. Balla, 4 – 42100 Reggio Emilia

  • o via fax al n. 0522/ 946625

  • o via e-mail: elena@allmobility.org

La quota di iscrizione deve essere saldata tramite bonifico bancario a:

All Mobility Società Cooperativa Sociale

c/o l’istituto Credito Emiliano Sede Centrale – Reggio Emilia

C/C 010000053680 - CIN S - ABI 03032 - CAB 12800

IBAN IT33S0303212800010000053680

specificando nella causale del versamento: nome e cognome del partecipante e la dicitura “Chirurgia dell’arto inferiore nelle PCI”

 

Segreteria Organizzativa

All Mobility - Reggio Emilia

Tel. 0522/ 941078
e-mail: elena@allmobility.org

Per informazioni:

Elena Castellari Cell. 339/4878514

Segreteria Scientifica
Daria Piazzi cell. 347/660.31.35

e-mail: dariapiazzi@computerforever.com


Relatori e moderatori

S. Alboresi: U. O. Riabilitazione Infantile, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

L. Coradazzi: U. O. Riabilitazione Infantile, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

S. Bertana: U.O. Chirurgia Pediatrica, Osp. Maggiore di Bologna

C: Cordella Az. ASMN Reggio Emilia

A. Ferrari: Medicina Riabilitativa, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

M. Lodesani: U. O. Riabilitazione Infantile, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

M. Mori: U.O. Ortopedia Pediatrica, Ist. Clinico Humanitas, Milano

S. Muzzini: U. O. Riabilitazione Infantile, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

A. Ovi: U. O. Riabilitazione Infantile, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

C. Piacentini: U. O. Anestesia e Rianimazione, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

N. Portinaro: U.O. Ortopedia Pediatrica, Ist. Clinico Humanitas, Milano

S. Reverberi: Chirurgia Ortopedica Funzionale, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

V. Riccio: Università Napoli

L. Romanini: Università Roma

M. Romei: U. O. Riabilitazione Infantile, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

S. Sassi: U. O. Riabilitazione Infantile, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

R. Schiavon: U. O. di Ortopedia e Traumatologia, Osp. S. Bortolo, Vicenza

A. Tirelli Università Napoli





SCHEDA DI ISCRIZIONE


LA CHIRURGIA DELL’ARTO INFERIORE NELLE PARALISI CEREBRALI INFANTILI

Reggio Emilia, 20-22 settembre 2007


Dati per il programma ECM:

Cognome ___________________________________

Nome _____________________________________

Indirizzo ___________________________________

CAP ________Città__________________PROV_____

Tel._______________________________________

Cell._______________________________________

e-mail______________________________________

C.F. _______________________________________

Nato a: ____________________________________

Data: _____________________________________

Professione _________________________________

PIVA ______________________________________


Dati per la fatturazione:

Ente_______________________________________

__________________________________________

Indirizzo ___________________________________

CAP ________Città__________________PROV_____

Tel. ___________________Fax _________________

e-mail______________________________________

P.IVA _____________________________________


La ricevuta è da intestare a:

Me stesso All’Azienda


Sono:

Medico

Terapista

Allievo


Ai sensi D.Lgs. 196/2003 sul trattamento dei dati personali, Vi autorizzo ad utilizzare i miei dati a fini informativi in merito alle vostre iniziative

Firma _________________________________


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9 juillet 2007 1 09 /07 /juillet /2007 14:07

INFORMAZIONI LEGALI

Questo sito non ha alcuna finalità commerciale, né di lucro; è solo un blog.

 

Ciò che è presente nelle sue pagine è frutto dei contributi volontari di quanti frequentano questo spazio o di materiale tratto liberamente dalla rete.

 

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30 avril 2007 1 30 /04 /avril /2007 18:17

 

 La cartella clinica : note per l'uso quotidiano
 

A cura del Dott. Ezio Goggi



Introduzione
Il termine "cartella clinica" è di comune utilizzo all'interno delle strutture sanitarie, e credo nessuno si ponga il problema di che cosa si possa intendere con questo termine (frequentemente sostituito nella pratica quotidiana dalla semplice dizione di "cartella"); la teoria però, come spesso avviene, è più complessa della pratica.

Perché dunque riprendere il filo del discorso sulla cartella clinica? Per il semplice fatto che nonostante la cartella sia lo strumento fondamentale di lavoro utilizzato nel corso di un ricovero, il personale sanitario sembra spesso non rendersi conto della sua importanza. O meglio, tutti riconoscono questa importanza ma sembrano poi dimenticarsene nell'attività di ogni giorno.


L'importanza operativa

Sembra quasi che molti persistano ad ignorare che, nel momento in cui vi fossero dei problemi inerenti un ricovero è l'adesione dei fatti riferiti a quanto è scritto in cartella clinica l'elemento fondamentale di giudizio. E' su quanto riportato in cartella che vengono valutati i fatti, non su quanto riferito a posteriori o sulla semplice ricostruzione delle situazioni. E' opportuno quindi che il personale sanitario in generale conosca il valore e le possibili conseguenze dell'utilizzo di uno strumento che ogni giorno si ritrova a compilare.

Un dato interessante, ed anche curioso data la rilevanza dell'argomento, è che non esiste una precisa definizione legale di cosa sia la cartella clinica; questo pur in presenza di numerose definizione di carattere sanitario che vengono comunemente utilizzate.

Viene invece indicato dall'articolo 7 del DPR 128 del 1969 che "il primario (ora direttore di unità operativa complessa, n.d.r.) è responsabile della regolare compilazione della cartella clinica e dei registri nosologici e della loro conservazione fino alla consegna all'archivio centrale". Non è un caso che la responsabilità sia affidata ad un sanitario, infatti la cartella è il documento in cui è descritto il decorso del ricovero, in particolare per quanto riguarda il suo andamento clinico.

E' quindi la principale documentazione sanitaria relativa a quanto avvenuto nel periodo di tempo che caratterizza la permanenza del paziente in ospedale; non può essere visto come uno strumento burocratico ma come una funzione di integrazione e descrizione di tutti gli eventi accaduti durante il ricovero. Da questo deriva che le sue caratteristiche assumono un valore determinante: la sua compilazione, ad esempio, dovrebbe rispondere a requisiti di facile consultabilità e completezza. Questi termini sono di carattere necessariamente generico in quanto non esistono normative inerenti le caratteristiche della cartella clinica che riportino da quali parti essa debba essere costituita o come debba essere strutturata; inoltre l'adozione di differenti schemi di compilazione e di modalità di aggregazione dei contenuti, l'utilizzo di terminologie diverse e diversi moduli di refertazione sono esempi spesso riscontrabili, non solo tra ospedali diversi, ma anche tra diverse unità operative all'interno dello stesso presidio. Spesso è stata privilegiata una diversificazione specialistica delle singole parti a fronte della possibilità di una visione unitaria delle stesse; lo stesso diario clinico di frequente non è uniforme tra tutte le unità operative.


Completezza e tempestività
Si evidenzia quindi la necessità, non solo medico legale ma anche pratica, di unificare quanto possibile le caratteristiche della cartella adottando uno schema comune di impostazione che, se compilato correttamente, dovrebbe contenere in ordine cronologico i dati anagrafici, anamnestici, clinici, diagnostici e terapeutici, le prescrizioni ed ogni altra informazione di rilievo per la storia clinica del paziente nel periodo di ricovero. Si ricorda anche che ogni atto invasivo deve essere accompagnato dal consenso informato.

La completezza della cartella deve riguardare ogni sua parte, infatti nel corso di eventuali indagini in tema di responsabilità professionale ogni annotazione e/o omissione assume importanza per il giudizio. Nella compilazione è necessario tenere conto anche del fatto che la cartella è un documento in cui le descrizioni sono da considerasi "contemporanee": questo significa che ogni annotazione descrittiva deve essere compilata contemporaneamente, o in un momento immediatamente successivo, agli eventi descritti. Nel caso di note o specifiche tardive è necessario fare un chiaro riferimento al momento temporale di cui si sta trattando.

Da questo sono desumibili alcune caratteristiche di grande importanza: la compilazione della cartella deve avvenire solo durante il periodo di ricovero (compreso tra il momento dell'accettazione e quello della dimissione). Ogni documento relativo a fatti avvenuti prima o dopo il ricovero può essere eventualmente inserito in cartella come allegato, indicando la data dell'inserimento.

Nella compilazione è importante tenere conto che le caratteristiche valutate sono in primo luogo la veridicità, la completezza, la precisione e la chiarezza. La veridicità è la corrispondenza tra quanto avvenuto e quanto riportato; la completezza e la precisione si riferiscono alle modalità con cui viene riferito quanto osservato dal sanitario. Ogni nota riportata in cartella dovrebbe essere firmata (siglata) in modo da rendere possibile la corretta attribuzione all'operatore che l'ha scritta. Anche il registro operatorio ha lo stesso valore della cartella clinica e ogni atto in esso contenuto deve essere riportato, anche in copia, nella corrispondente cartella.

Da tutto questo si desume che è necessario poter risalire facilmente alla data dei singoli eventi, e possibilmente anche all'ora, e che ogni eventuale correzione deve, oltre ad essere siglata, lasciare la possibilità di poter leggere quanto precedentemente riportato.



Perché compilarla

In questa sede non si ritiene né utile né opportuno descrivere tutti i possibili reati che possono derivare dalla non applicazione delle indicazioni riportate; certo è che una cartella clinica completa e ben compilata è uno ottimo servizio al paziente, ma anche uno strumento di difesa per il medico, anche perché, si ripete, in sede di giudizio le circostanze valutate sono principalmente quelle riportate in cartella e non altre, anche se riferite. Il documento costituisce, quindi, l'unico strumento che rende possibile la ricostruzione a posteriori della storia clinica di un ricovero nonché il comportamento degli operatori sanitari che lo hanno seguito.

A questo proposito è necessario sottolineare come la compilazione non è un atto che riguarda solo il medico, ma tutto il personale addetto all'assistenza; basti pensare l'importanza che hanno in questo ruolo figure come l'infermiere professionale e l'ostetrica che possono compilare la cartella sia nelle sue parti generali che in aree specifiche come la cartella infermieristica, anch'esse parti integranti della cartella clinica.


Punti di rilievo

Dopo queste brevi note in cui si è richiamato il valore medico legale della cartella clinica si ritiene utile riportare in modo schematico, senza la pretesa di riportare tutte le tematiche di interesse, alcuni punti di rilievo con valore esemplificativo.

  • La cartella viene aperta al momento dell'accettazione del paziente per il ricovero. Nel caso il paziente stazioni in pronto soccorso in osservazione per qualche ora e solo dopo venga accettato l'ora dell'accettazione non è quella dell'ingresso in ps.

  • Diario clinico: il diario clinico deve riportare delle annotazioni per ogni giorno in cui il paziente è stato ricoverato. Non segnare una giornata significa un'omissione.

  • Correzioni: le correzioni sono possibili, ma devono permettere di leggere quanto si è corretto, inoltre devono essere firmate e datate. Non è possibile, quindi, utilizzare il bianchetto per correggere.

  • In cartella clinica, oltre al medico, possono scrivere tutti quei professionisti sanitari che svolgono un'attività direttamente connessa all'assistenza del paziente quindi, oltre al personale infermieristico, anche fisioterapisti, dietisti ecc. Se lo richiede (e anche se la cosa credo non sia affatto gradita dai medici) anche il paziente può scrivere in cartella. Non dimentichiamoci che, in fondo, è una sua proprietà.

  • Il direttore sanitario è il garante della custodia della cartella, non del contenuto di cui non risponde. La responsabilità della custodia sussiste anche quando la stessa è affidata ad entità esterne (aziende specializzate nell'immagazzinamento o fotocopiatura delle cartelle).

  • La chiusura della cartella avviene al momento della dimissione. Dopo la dimissione nulla può essere aggiunto al contenuto della cartella. Nel caso di referti inerenti il ricovero che giungono dopo la dimissione (esempio tipico quelli di microbiologia o di anatomia patologica) gli stessi vanno inseriti come allegati. La scheda di dimissione ospedaliera è un specie di eccezione a questo in quanto, pur essendo compilata in parte dopo la dimissione è comunque parte integrante della cartella.

  • Il diario infermieristico è anch'esso parte integrante della cartella clinica (e, spesso, il documento la cui lettura è il modo migliore per capire cosa sia successo durante il ricovero).

 

A cura del Dott. Ezio Goggi



Introduzione
Il termine "cartella clinica" è di comune utilizzo all'interno delle strutture sanitarie, e credo nessuno si ponga il problema di che cosa si possa intendere con questo termine (frequentemente sostituito nella pratica quotidiana dalla semplice dizione di "cartella"); la teoria però, come spesso avviene, è più complessa della pratica.

Perché dunque riprendere il filo del discorso sulla cartella clinica? Per il semplice fatto che nonostante la cartella sia lo strumento fondamentale di lavoro utilizzato nel corso di un ricovero, il personale sanitario sembra spesso non rendersi conto della sua importanza. O meglio, tutti riconoscono questa importanza ma sembrano poi dimenticarsene nell'attività di ogni giorno.


L'importanza operativa

Sembra quasi che molti persistano ad ignorare che, nel momento in cui vi fossero dei problemi inerenti un ricovero è l'adesione dei fatti riferiti a quanto è scritto in cartella clinica l'elemento fondamentale di giudizio. E' su quanto riportato in cartella che vengono valutati i fatti, non su quanto riferito a posteriori o sulla semplice ricostruzione delle situazioni. E' opportuno quindi che il personale sanitario in generale conosca il valore e le possibili conseguenze dell'utilizzo di uno strumento che ogni giorno si ritrova a compilare.

Un dato interessante, ed anche curioso data la rilevanza dell'argomento, è che non esiste una precisa definizione legale di cosa sia la cartella clinica; questo pur in presenza di numerose definizione di carattere sanitario che vengono comunemente utilizzate.

Viene invece indicato dall'articolo 7 del DPR 128 del 1969 che "il primario (ora direttore di unità operativa complessa, n.d.r.) è responsabile della regolare compilazione della cartella clinica e dei registri nosologici e della loro conservazione fino alla consegna all'archivio centrale". Non è un caso che la responsabilità sia affidata ad un sanitario, infatti la cartella è il documento in cui è descritto il decorso del ricovero, in particolare per quanto riguarda il suo andamento clinico.

E' quindi la principale documentazione sanitaria relativa a quanto avvenuto nel periodo di tempo che caratterizza la permanenza del paziente in ospedale; non può essere visto come uno strumento burocratico ma come una funzione di integrazione e descrizione di tutti gli eventi accaduti durante il ricovero. Da questo deriva che le sue caratteristiche assumono un valore determinante: la sua compilazione, ad esempio, dovrebbe rispondere a requisiti di facile consultabilità e completezza. Questi termini sono di carattere necessariamente generico in quanto non esistono normative inerenti le caratteristiche della cartella clinica che riportino da quali parti essa debba essere costituita o come debba essere strutturata; inoltre l'adozione di differenti schemi di compilazione e di modalità di aggregazione dei contenuti, l'utilizzo di terminologie diverse e diversi moduli di refertazione sono esempi spesso riscontrabili, non solo tra ospedali diversi, ma anche tra diverse unità operative all'interno dello stesso presidio. Spesso è stata privilegiata una diversificazione specialistica delle singole parti a fronte della possibilità di una visione unitaria delle stesse; lo stesso diario clinico di frequente non è uniforme tra tutte le unità operative.


Completezza e tempestività
Si evidenzia quindi la necessità, non solo medico legale ma anche pratica, di unificare quanto possibile le caratteristiche della cartella adottando uno schema comune di impostazione che, se compilato correttamente, dovrebbe contenere in ordine cronologico i dati anagrafici, anamnestici, clinici, diagnostici e terapeutici, le prescrizioni ed ogni altra informazione di rilievo per la storia clinica del paziente nel periodo di ricovero. Si ricorda anche che ogni atto invasivo deve essere accompagnato dal consenso informato.

La completezza della cartella deve riguardare ogni sua parte, infatti nel corso di eventuali indagini in tema di responsabilità professionale ogni annotazione e/o omissione assume importanza per il giudizio. Nella compilazione è necessario tenere conto anche del fatto che la cartella è un documento in cui le descrizioni sono da considerasi "contemporanee": questo significa che ogni annotazione descrittiva deve essere compilata contemporaneamente, o in un momento immediatamente successivo, agli eventi descritti. Nel caso di note o specifiche tardive è necessario fare un chiaro riferimento al momento temporale di cui si sta trattando.

Da questo sono desumibili alcune caratteristiche di grande importanza: la compilazione della cartella deve avvenire solo durante il periodo di ricovero (compreso tra il momento dell'accettazione e quello della dimissione). Ogni documento relativo a fatti avvenuti prima o dopo il ricovero può essere eventualmente inserito in cartella come allegato, indicando la data dell'inserimento.

Nella compilazione è importante tenere conto che le caratteristiche valutate sono in primo luogo la veridicità, la completezza, la precisione e la chiarezza. La veridicità è la corrispondenza tra quanto avvenuto e quanto riportato; la completezza e la precisione si riferiscono alle modalità con cui viene riferito quanto osservato dal sanitario. Ogni nota riportata in cartella dovrebbe essere firmata (siglata) in modo da rendere possibile la corretta attribuzione all'operatore che l'ha scritta. Anche il registro operatorio ha lo stesso valore della cartella clinica e ogni atto in esso contenuto deve essere riportato, anche in copia, nella corrispondente cartella.

Da tutto questo si desume che è necessario poter risalire facilmente alla data dei singoli eventi, e possibilmente anche all'ora, e che ogni eventuale correzione deve, oltre ad essere siglata, lasciare la possibilità di poter leggere quanto precedentemente riportato.



Perché compilarla

In questa sede non si ritiene né utile né opportuno descrivere tutti i possibili reati che possono derivare dalla non applicazione delle indicazioni riportate; certo è che una cartella clinica completa e ben compilata è uno ottimo servizio al paziente, ma anche uno strumento di difesa per il medico, anche perché, si ripete, in sede di giudizio le circostanze valutate sono principalmente quelle riportate in cartella e non altre, anche se riferite. Il documento costituisce, quindi, l'unico strumento che rende possibile la ricostruzione a posteriori della storia clinica di un ricovero nonché il comportamento degli operatori sanitari che lo hanno seguito.

A questo proposito è necessario sottolineare come la compilazione non è un atto che riguarda solo il medico, ma tutto il personale addetto all'assistenza; basti pensare l'importanza che hanno in questo ruolo figure come l'infermiere professionale e l'ostetrica che possono compilare la cartella sia nelle sue parti generali che in aree specifiche come la cartella infermieristica, anch'esse parti integranti della cartella clinica.


Punti di rilievo

Dopo queste brevi note in cui si è richiamato il valore medico legale della cartella clinica si ritiene utile riportare in modo schematico, senza la pretesa di riportare tutte le tematiche di interesse, alcuni punti di rilievo con valore esemplificativo.

  • La cartella viene aperta al momento dell'accettazione del paziente per il ricovero. Nel caso il paziente stazioni in pronto soccorso in osservazione per qualche ora e solo dopo venga accettato l'ora dell'accettazione non è quella dell'ingresso in ps.

  • Diario clinico: il diario clinico deve riportare delle annotazioni per ogni giorno in cui il paziente è stato ricoverato. Non segnare una giornata significa un'omissione.

  • Correzioni: le correzioni sono possibili, ma devono permettere di leggere quanto si è corretto, inoltre devono essere firmate e datate. Non è possibile, quindi, utilizzare il bianchetto per correggere.

  • In cartella clinica, oltre al medico, possono scrivere tutti quei professionisti sanitari che svolgono un'attività direttamente connessa all'assistenza del paziente quindi, oltre al personale infermieristico, anche fisioterapisti, dietisti ecc. Se lo richiede (e anche se la cosa credo non sia affatto gradita dai medici) anche il paziente può scrivere in cartella. Non dimentichiamoci che, in fondo, è una sua proprietà.

  • Il direttore sanitario è il garante della custodia della cartella, non del contenuto di cui non risponde. La responsabilità della custodia sussiste anche quando la stessa è affidata ad entità esterne (aziende specializzate nell'immagazzinamento o fotocopiatura delle cartelle).

  • La chiusura della cartella avviene al momento della dimissione. Dopo la dimissione nulla può essere aggiunto al contenuto della cartella. Nel caso di referti inerenti il ricovero che giungono dopo la dimissione (esempio tipico quelli di microbiologia o di anatomia patologica) gli stessi vanno inseriti come allegati. La scheda di dimissione ospedaliera è un specie di eccezione a questo in quanto, pur essendo compilata in parte dopo la dimissione è comunque parte integrante della cartella.

  • Il diario infermieristico è anch'esso parte integrante della cartella clinica (e, spesso, il documento la cui lettura è il modo migliore per capire cosa sia successo durante il ricovero).

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30 janvier 2007 2 30 /01 /janvier /2007 18:37
Paziente di 69 anni con coxartrosi in esiti di lussazione congenita dell'anca dx
Osservate come l'epifisi femorale sia quasi scomparsa e il cotile incontinente  
Nella proiezione assiale si osserva la scomparsa della rima articolare e la deformazione dell'epifisi femorale  
Ulteriore prova della deformazione della testa femorale  
Intervento : artroprotesi dell'anca dx con tettoplastica eseguita avvitando all'ileo il residuo dell'epifisi femorale  
Buona la correzione dell'antiversione femorale  
     
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Published by Sandro - dans Varie
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